Faccio parte dell’associazione Neworld come socio fondatore con l’incarico di vicepresidente e curatore degli eventi della sezione NWart. 

L’Associazione Neworld è nata nel 2007 con la finalità di analizzare le problematiche sociali ed ecologiche del nostro tempo e sviluppare idee e progetti utili alla loro risoluzione; partecipa al dibattito critico che mette in discussione il modello di società fondato sullo sviluppismo, ma anche l’alternativa dello sviluppo sostenibile con le sue molteplici contraddizioni. Ci adoperiamo affinchè si diffonda un pensiero eco-equo-culturale capace di far percepire nella loro reale dimensione le criticità ecologiche e sociali che non possono più essere trascurate. E’ necessario che si affermino stili di vita innovativi capaci di coinvolgere tutti nella costruzione di una società più altruistica e sobria.

NWart è impegnata a livello nazionale e internazionale nella diffusione e promozione dei valori della Cultura, attraverso innovative iniziative d’Arte Contemporanea. Dal suo nascere, si distingue come promotrice di nuovi processi artistici ideando eventi ispirati a temi sociali, in connessione con enti privati, pubblici e istituzioni.

NWart è parte integrante dell’Associazione Nweworld.

 

UNA BREVE RIFLESSIONE

Le società moderne caratterizzate dall’esaltazione della crescita economica, dal produttivismo e dalla competitività, nonostante abbiano portato ad un innalzamento del livello generale delle condizioni di vita delle popolazioni e siano state il motore di notevoli scoperte scientifiche, hanno prodotto in negativo, sul piano dell’ambiente uno sfruttamento incontrollato delle risorse del pianeta e mantenuto se non aggravato sul piano sociale la divaricazione economica e culturale, le disuguaglianze tra classi sociali e tra Nord e Sud del mondo. Hanno causato danni irreversibili all’ecosistema e gravi problemi di salute, esportato guerre per il controllo degli approvvigionamenti energetici e delle materie strategiche, prodotto nuove forme di schiavitù e sudditanza, miseria e mancanza di diritti fondamentali. La centralità delle attività economiche e finanziarie hanno man mano imposto una cultura basata principalmente sul valore economico del fare umano che mette in secondo piano quella cultura umanistica impregnata di valori autentici e realizzativi. E’ evidente come perfino il malessere psicologico ed esistenziale sempre più dilagante nelle nostre società derivi proprio dai modelli di vita da esse stesse assunti e propagandati, modelli che essendo “un surrogato di felicità” non possono certo dare il senso di equilibrio interiore e serenità di cui gli esseri umani hanno bisogno.

 

FINALITÀ

Il campo del nostro progettare è ampio e diversificato come lo sono le attività e i luoghi che fanno da sfondo alla vita: abitare, lavorare, relazionarsi, coltivare e scambiare saperi. I nostri scopi: promuovere l’ecoarte, l’architettura bioclimatica, l’ecodesign, l’educazione all’ambiente, riflessioni sulla società dei consumi, la pratica dell’autoproduzione, il riutilizzo e il riciclo dei materiali, L’uso di energie da fonti autonome e rinnovabili, l’agricoltura contadina biologica e gli orti urbani, il vivere lento e la cultura del cibo sano, la preservazione delle culture del pianeta a rischio di estinzione. Alla definizione dei progetti ed alla loro realizzazione partecipano esperti e specialisti competenti nei vari ambiti (scientifico, tecnico, umanistico, sociologico, artistico, economico, giuridico, educativo e formativo), secondo le caratteristiche del progetto e quasi sempre in una modalità di collaborazione multi-disciplinare.

 

Manifesto NWart per l’eco-arte

L’artista consapevole dell’iniquità della società neoliberista che esclude e marginalizza tutto ciò che non è funzionale e asservito alle sue logiche, sensibile alle disuguaglianze sociali e alle devastazioni dell’ambiente, alla banalità culturale che tale società usa e incentiva per autoconservarsi, sceglie di indirizzare il suo operato e potenziale creativo verso un prodotto artistico propedeutico al “risveglio della coscienza”. Ricontestualizza il titolo del Capricho di Goya “il sonno della ragione genera i mostri”, per ricordare e far ricordare che l’aspirazione a un mondo più etico e autenticamente libero, passa attraverso il recupero e l’esercizio di una lucida capacità critica e la partecipazione attiva.

L’elaborazione dell’artista abbandona l’autoreferenzialità e l’ingannevole identificazione narcisistica con l’opera, fine a se stessa e va a realizzare un’idea fruibile che coinvolge e diventa patrimonio di tutta la comunità. L’art-action (performance, dipinto, oggetto multidimensionale, foto o video) diventa l’armamentario della comunicazione. Essa racconta in tutta la sua evidenza la criticità e l’implosione di questo modello di società che propaganda di essere veicolo di progresso, benessere e opportunità e che invece ha creato ingiustizie, un endemico “mal di vita” e un preoccupante deterioramento della biosfera.

 

Come non accorgersi infatti

– del restringimento abilmente mascherato dei diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici della persona,

– del consumismo che propaganda benessere e felicità proporzionati al PIL e allo sviluppo incurante dei limiti del pianeta,

– della promozione di status quali il successo, il potere e la ricchezza, a unici valori realizzativi,

– dell’alienazione e delle difficoltà esistenziali che tali disvalori producono minando la stabilità fisica e psicologica delle persone,

– della natura violata, saccheggiata e devastata in modo irreversibile per lo strapotere dei gruppi economici trasnazionali e della messa in atto di mega-progetti ad esse funzionali,

– dei beni comuni, diritto fondamentale dei cittadini (acqua, servizi essenziali, saperi) trasformati da beni di libero accesso a merci, cospicua fonte di profitti privati.

Dunque, proprio da queste istanze e dal desiderio di partecipare al cambiamento della società, l’eco-artista si coinvolge in questa corrente “open source” che pensa, costruisce, scambia e propaganda idee veicolandole con tutti i mezzi possibili. Si costituisce di fatto un incubatore dove i prodotti artistici, gli artisti e i fruitori diventano un sistema interdipendente, il prototipo e l’esemplificazione della trasformazione.

I progetti di NWart continueranno ad avere due caratteristiche: cogliere l’attualità in movimento fissandolo nella storia contemporanea alla maniera del fotoreportage e la “portabilità” delle idee in contesti disomogenei; si tratta in sostanza di verificare come questo movimento per l’eco-arte che si sta conformando riesca ad attraversare mondi, culture e sensibilità diverse mantenendo inalterato il suo messaggio.

 

Luigi Straffi

(Presidente Associazione Neworld)